Tutto l’azzurro dell’Amstel Gold Race

Sei su cinquanta. Sei successi italiani in cinquanta edizioni. L’Amstel è classica recente, nord che sa ancora di latte e borotalco. Ma è corsa che sa dare spettacolo e sorprese. E’ corsa intestinale, la si vince di pancia e ignoranza. E’ un budello di curve e saliscendi, di strettoie e cunette, di agonismo e nervosismo. E’ un imbuto continuo, un cumulo di inganni. Lascia spazio all’inventiva e all’invettiva. Serve coraggio e incoscenza. Quando c’è è solitario, altrimenti poker. La mano buona, se tutto non si squarcia prima, la si deve giocare sul Cauberg, l’ultima ascesa, il giudizio universale. Il resto è testa, corsa davanti, selezione di dietro. Poi cadute e piedi per terra, collinette e campi.

L’azzardo azzurro, il primo, riuscì a Stefano Zanini nel 1996. Anticipo e assolo. Primo, braccia alzate e vuoto alle spalle. Ventidue anni dopo toccò a Enrico Gasparotto. Primo sul Cauberg, ultimo successo italiano al Nord. In mezzo Michele Bartoli, Davide Rebellin, Danilo Di Luca, Damiano Cunego.

Stafano Zanini – 1996

Michele Bartoli – 2002

Davide Rebellin – 2004

Danilo Di Luca – 2005

Damiano Cunego – 2008

Enrico Gasparotto – 2012

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