Su due ruote a 167 all’ora nel deserto

Tremilanovecentosettantadue metri. Partenza. Tremilacinquecentocinquanta metri. Arrivo. Il tutto in seicentocinquanta metri e spicci. Non un percorso, una parete, non irta sopra il naso, ma all’ingiù, baratro. Non una striscia d’asfalto, ma deserto, niente attorno se non roccia spaccata da sole e vento.

Sembra follia, ma sono invece centosessantasette chilometri all’ora in mountain bike, un’assurdità, uno spettacolo. Perché a scendere non è solo una questione di coraggio, è pure abilità, tanta, capacità di condurre la bici, ancora di più.

Sembra una follia, ma è Max Stöckl, che ha 42 anni, è austriaco, e soprattutto uno che cose del genere non lo impressionano. D’altra parte è Max Stöckl, il fulmine.

Guardare per credere:

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