Ma quale crisi, ieri Nibali ha dimostrato l’intelligenza del campione

Otto minuti sono tanti, otto minuti sono niente. Otto minuti, secondo più secondo meno sono quelli beccati da Vincenzo Nibali a Le Lioran. Resa, si è detto. Sì, evidente, ma senza resa però. Perché lo Squalo dopo aver superato la linea del traguardo era se non sereno, quanto meno tranquillo. Perché, come da lui sottolineato, “perdere cinque minuti o un quarto d’ora era la stessa cosa”. Perché soprattutto il percorso era mosso, difficile, ma nulla a che vedere con quello che verrà e Fabio Aru, il delfino, il giovane, il capitano, se la poteva benissimo vedere da solo con tutti gli altri.

Vincenzo si è staccato presto, che mancavano oltre trenta chilometri al traguardo, con Sagan per dire. Si è staccato appena il gruppo ha aumentato l’andatura, appena la Movistar ha iniziato a martellare pesante per rendere meno ridicolo l’inseguimento del gruppo. Non è scoppiato, si è guardato attorno, ha capito che se lo poteva permettere e si è fatto da parte.

E ha fatto bene.

Nibali è stato intelligente e furbo. Ha fatto l’esperto campione che sa come va il mondo, che conosce talmente bene questo sport da capire al volo che per il bene di tutti è furbo prendere decisioni che sembrano un’ammainabandiera.

A vederlo pedalare sul Pas de Peyrol risultava evidente che non era quello del 2014. A vederlo pedalare poi, quando se ne andava per il suo  risultava altrettanto evidente che quello che si stava staccando non era un corridore in crisi, ma uno che aveva deciso che quello era il momento di farlo.

Lo Squalo ha capito la mala parata che stava iniziando, perché Aru-Nibali, Nibali-Aru sarebbe presto scoppiato in dicotomia per molti e in questo essere beccato quello che alla fine avrebbe subito più di tutti sarebbe stato il sardo, più giovane, meno esperto, soprattutto al primo Tour, e questo vuole dire tanto. Quindi dietro, a inseguire da lontano perché è meglio così.

Ed è meglio così anche per l’obbiettivo futuro, che ha un nome e una destinazione, che cerchi e colori, che è Olimpiade, Rio, medaglia d’oro. E per raggiungerlo è giusto trasformare il Tour in prova, in faticoso allenamento, non in forzatura, massacro.

Giro e Tour nello stesso anno sono impossibili? No, forse sì, il punto è che chi se ne frega. Nibali staccato è notizia positiva in ogni caso. Notizia che fa male, perché la posizione dello Squalo è davanti al gruppo, a creare distacchi, non a provare a cucirne o evitare la deriva, ma in questo caso poco importa e nulla conta. Aru è capitano, Nibali è qui con la testa a Rio.

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4 pensieri su “Ma quale crisi, ieri Nibali ha dimostrato l’intelligenza del campione

  1. In questo modo giustificate tutto e il contrario di tutto! Nibali s’è staccato percchè l’Astana glielo ha intimato. E lui ha ubbidito perchè la nuova squadra araba può essere un’utopia. Andava scissa la dicotomia con Aru e lui ha ciecamente ubbidito. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: e l’Astana glielo dà.

    1. Non so se glielo abbia intimato la squadra. Non ci vedo niente di male nello staccarsi e prendere minuti in una tappa così se non si ha ambizioni di classifica. Secondo me ha fatto bene e ha tolto un bel po’ di peso a Fabio Aru.

  2. Ma guarda, per allenarsi essiste milla altre strade e anche gare di minima visibilita’ e importanza…pero allenarsi per l’olimpico al Tour de France?? E Valverde? Che cosa fai? Me sembra una grande mancata di rispetto al tifosi, al Tour, l’Astana, Fabio e a tutti il ciclismo. Veramente!

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