Aru è tantaroba. Al Delfinato un messaggio a malelingue e malpensanti: tiè

A quelli che “il secondo posto al Giro che c’era solo Contador”, giugno 2015; a quelli che “sì vabbè ma è la Vuelta, mica una corsa seria”, agosto 2015; a quelli che “sì vabbè l’unico avversario in Spagna era Dumoulin”, sempre agosto 2015; a quelli che “l’avevo detto, questo Aru già non va più, è già minuti dietro ai più forti”, giugno 2016.

A quelli che tutte queste cose le hanno detto, postate, pensate Fabio Aru ha risposto così:

 

Prima il sardo se ne era andato dal gruppo sulla Cote de Secheras a oltre 20 chilometri dall’arrivo. Aveva fatto comunella con Pierre Rolland, Tsagabu Grmay, Mikel Landa, Thibaut Pinot, Luis Leon Sanchez e Tony Martin (che era scattato per primo), poi dato che tutti si davano per spacciati ha fatto tutto da solo. Testa dura, ma braccia alzate. Tantaroba.

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