Tutte le strade di Alfonsina

Bici e donne. A venti chilometri da Bologna c’è Castelfranco Emilia. Patria di Alfonsa Rosa Maria Morini. Chi? La conoscete tutti. Alfonsina Strada. Figura mitica, donna che sfidò costumi e pregiudizi, e soprattutto gli uomini nel ciclismo che contava. Esordisce su pista nel 1907, a 15 anni, utilizzata più che altro come attrazione. Una donna in bicicletta, cose mai viste. Ma Alfonsina continua, non gliene frega niente di cosa pensa la gente ed è decisa a far cambiare le cose. Nel 1915 sposa a Milano il cesellatore Luigi Strada, perché non è bene che una donna non sia maritata e corra con la bicicletta, le dicono. Luigi però è uomo alfonsinadi moderne vedute e non si stranisce della passione della moglie, anzi la sprona. È lui che le regala una signora bici, uguale a quella dei professionisti. Si decide a lasciare i velodromi e a provare il grande salto. Nel 1917 e nel 1918 si iscrive al Giro di Lombardia come ‘isolata’ (categoria dei senza squadra). Oltre 200 km. Li finisce e precede molti avversari, mica da ridere. Continua, nel 1924 la grande occasione: il Giro d’Italia. Le squadre decidono di non correre per protestare contro l’organizzazione che impone loro di farlo gratuitamente.

Sarà il Giro dei soli ‘isolati’, vinto da Giuseppe Enrici, corridore discreto. Ma sarà soprattutto il Giro di Alfonsina. Senza i campioni, è lei la più applaudita. Ha il numero 72 e nelle prime tappe se la cava benino, sempre al traguardo con ritardi contenuti e comunque mai in ultima posizione come qualche maligno ipotizzava. Ma all’ottava tappa, la Aquila-Perugia, la crisi. Dolori a gamba e braccia, postumi delle numerose cadute. Fuori tempo massimo. Finirà la corsa grazie a una deroga della giuria, timorosa di perdere l’unico motivo di interesse di quell’edizione sotto tono. A Milano venne accolta da due ali di folla, da due muri di applausi. Fu il primo e unico Giro d’Italia di Alfonsina. Non che non c’abbia provato. La risposta fu sempre: non idonea. Alfonsina però non si perse d’animo e continuò a correre, certo gare minori, ma continuò. Alla fine furono 36 i successi, molti dei quali ottenuti contro rivali maschi. Chiuse nel 1937, a 46 anni, con il record dell’ora femminile: 35,280 km. Fu l’unica donna a battere ciclisti di sesso maschile, rivoluzione allo stato puro.

 

Quello che avete letto qui è un estratto del libro che ho scritto qualche tempo fa Girodiruota. Viaggio in bicicletta, tappa dopo tappa, alla ricerca del Giro d’italia

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...