Chaves e Kruijswijk sotto inchiesta. Il Giro di Poldo incorona Gasparotto eroe alcolico. A lui la maglia di rosso

L’Alleghe-Corvara, 210 chilometri, nei piani degli organizzatori doveva essere la tappa più bella del Giro. Sei passi da scalare, chilometri e chilometri di salita, immersi tra i costoni di roccia delle cime dolomitiche, in uno scenario che è un incanto ovunque ci si giri. E tappa eccellente lo è stata. Almeno sino alla volata un po’ ridicola a cui tutto il mondo ha assistito tra Preidler, Chaves e Kruijswijk con Atapuma già staccato. E vabbé che non sono specialisti della velocità, ma qualcosa di meglio come finale ci si poteva attendere. Poco male perché Giau e Valparola sono stati tantaroba ugualmente e Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo hanno dato spettacolo in mattinata.

Ma tutto quanto successo può essere riscritto dalla giuria. Infatti le analisi del sangue effettuate a fine tappa hanno segnato valori preoccupanti per diversi corridori.

Ieri infatti dopo la tappa di Cividale, vinta magistralmente da Mikel Nieve con un’azione di cattiveria agonistica che sembrava un Gennaro Gattuso qualsiasi, l’intero gruppo è stato chiamato dal consorzio dei bevitori friulani a un aperitivo di gala. Nessuno poteva tirarsi indietro essendo tale consorzio il principale sponsor della corsa rosa: 500 milioni di euro di investimento a tappa, non so se mi spiego. Il nuovo regolamento redatto da Poldo e Beppe Conti parla chiaro: vietato correre sobri, “dobbiamo rilanciare l’economia e il Giro deve essere motore di spinta di una delle nostre eccellenze: il vino. Che poi come tutti sanno è anche l’unico metodo per evitare che la gente intoppi le strade con milioni di automobii”, si legge.

gasparottoE così dopo la Palmanova-Cividale del Friuli i corridori hanno dovuto disputare una piccola cronometro di tre chilometri su triciclo dove ogni trecento metri era prevista una pausa idratante nella quale dovevano ingurgitare al salto una delle specialità del Collio: dieci bicchiere dei dieci vini bianchi più buoni della zona. Alla fine vincitore di si è laureato il grande mito del ciclismo contemporaneo Enrico Gasparotto, che ha battuto d’un sorso la grande sorpresa della giornata, il prode Guido Foddis, e il grande favorito della vigilia Pippo Pozzato. E’ stato un momento di disperazione collettiva per le migliaia di donne che si erano riversate attorno al percorso per vedere il loro idolo, riconosciuto da tutti come più bello della corsa.

E quanto successo ieri ha avuto ripercussioni oggi. Alejandro Valverde che a Cividale si è segnalato come uno degli uomini più in forma dell’intero, tanto che dopo l’arrivo si intrattenuto con una quindicina di alpini amici suoi a stappare Malvasia, ha pagato lo sforzo supplementare ed è finito a tre minuti dai migliori. Anche Nibali che ieri si è ben posizionato ha faticato nel finale di tappa. Per non parlare dell’ex maglia rosa Bob Jungels che ieri ha brindato come un ossesso e al momento è dato disperso in corsa. Circa dieci squadre di guardie alpine si sono messi sulle sue tracce.

Ma la grande novità è che da quanto emerge dagli esami del sangue nessuno tra i primi quattro arrivati a Corvara aveva un tasso alcolico adeguato: tutti a 0.

“E’ una cosa vergognosa”, ha detto il capo supremo della corsa rosa, Beppe Conti, “stiamo pensando a punizioni epocali”. Poldo ovviamente si è complimentato con lui. I quattro hanno ovviamente chiesto le controanalisi, ma al momento sarebbero in procinto di essere squalificati dal Giro. La Giuria infatti sta dialogando sul da farsi.

Ecco come potrebbe essere la classifica generale:

  1. Enrico Gasparotto, tasso alcolico 3.2
  2. Guido Foddis, 3.1
  3. Pippo Pozzato, s.t.a.
  4. Bob Jungels, 3
  5. Sonny Colbrelli, 2.8
  6. Alejandro Valverde, 2.5
  7. Sasha Modolo, 2.4
  8. Vincenzo Nibali, 2.1
  9. Alan Marangoni, 2
  10. Matteo Montaguti, 1.9

Si attendono sviluppi significativi. Intanto il gruppo alpini del Monte Grappa ha deciso di consegnare le chiavi della sezione al prode Gasparotto e al gentile Guido Foddis.

Evviva.

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