Svelato il mistero: ecco perché Cunego è ritornato protagonista. Chapeau alla Nippo-Vini Fantini

Le cose bisogna dirle chiare. Anche se non sono popolari ed è più facile sparare a zero su certi corridori che magari non sono simpatici a tutti e quindi è più facile attaccare che applaudire. Damiano Cunego sta facendo un gran Giro d’Italia. Anche se non sta facendo classifica, anche se non è riuscito mai a combattere per il successo di tappa. Non importa. Ci sono cose più importanti, tipo il fatto di scattare, stare davanti, fare spettacolo. E Damiano lo sta facendo e lo sta facendo per bene. Sempre a cercar punti per la maglia di miglior scalatore, sempre a ridestare interesse quando la tappa prova ad addormentarsi. E poco male se poi non riesce a competere per vincere qualcosa. La maglia dei Gpm è cosa buona e giusta, anche se il colore non è quello giusto e vederla blu fa piangere il cuore se si ripensa a quanto era bello il verde smeraldo e a quanti scalatori sopraffini ne ha bardato le spalle.

La ritrovata verve di Cunego è un fatto strano da spiegare. Per anni il buon Damiano si era ritrovato a veleggiare senza meta al centro del gruppo, si era trasformato in comparsa. Molti scienziati hanno provato a cercare di capire il motivo e non sono riusciti a trovare una spiegazione. Qualcuno ha deciso in seguito ai suoi fallimenti di ritirarsi dalla posizione. Il Centro scienziati italiani ha addirittura creato un fondo per aiutare i 2.986 scienziati che hanno rinunciato al mestiere e ora non sanno come vivere.

Anche le sue squadre non capivano. Neppure la Nippo–Vini Fantini sapeva come fare. Per questo hanno usato l’unico metodo conosciuto per cambiare le cose: la minaccia.

Il nuovo protagonismo di Cunego infatti deriva dalla promessa fatta al corridore a inizio Giro: “O fai bene o il prossimo anno invece di correre vai in giro a suonare con i Nomadi”. I proprietari della squadra non si sono limitati alla minaccia hanno fatto seguire il corridore quotidianamente dall’ottimo Beppe Carletti.

Qui la testimonianza

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Tutti sanno infatti che Damiano è un ottimo chitarrista e per anni ha fatto la controfigura di Keith Richards. Andare a suonare coi Nomadi avrebbe precluso a lui qualsiasi possibilità extraciclistica.

Chapeau alla Nippo-Vini Fantini. Evviva Cunego.

Evviva anche Diego Ulissi che oggi ne ha fatta un’altra delle sue. Uno scatto stupendo sull’ultimo strappo a tre chilometri dal traguardo di Asolo e uno sprint sontuoso a uccellare Amador e Jungels.

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