Contador: “Sarà il mio ultimo Giro”. Ecco il vero motivo. Gasparotto vince la gara del Prosecco

Enrico Gasparotto dopo aver vinto la sfida del Prosecco brinda con una birretta
Enrico Gasparotto dopo aver vinto la sfida del Prosecco brinda con una birretta

In un giorno dove abbiamo preso acqua come nemmeno alle Marmore, Poldo ha pensato bene che la corsa poteva anche aspettare e c’erano robe più importanti da fare. Tipo farsi il giro delle cantine di Prosecco. Ovviamente l’ho seguito. Ci siamo alzati molto presto e abbiamo iniziato il nostro personalissimo Giro di ombre. Per l’occasione ci hanno seguito anche due grandi esperti del settore: Enrico Gasparotto e il bicchiere più veloce del nordest Franco Pellizotti.

Essendoci una cronometro in corso abbiamo deciso di usare lo stesso criterio: tempo limitato e un bicchere dietro l’altro. Ovviamente grazie a Mauro Vegni abbiamo disposto tutti i bicchieri lungo strade secondarie che collegano Treviso a Valdobbiadene, uno ogni cinquecento metri. Sotto le chiappe avevamo dei tricicli. Al pronti via Poldo e Gasparotto vanno in fuga, io e Pellizzotti del nostro passo, Franco accelera, poi gli vengono i crampi e rallenta. In testa la corsa è dura, Gasparotto è campione di razza e stacca Poldo che è campione sì, ma di stazza. Va a finire a schifio. Poldo nel tentativo di recuperare terreno decide di utilizzare una supercannuccia di 15 metri e bere in movimento. Recupera. Il finale è al cardiopalma, i due sono appaiati, mancano due bicchieri, Poldo va in testa, sembra fatta, quando all’improvviso una macchina passa con a palla Masini. Poldo, che è assai scaramantico si tocca gli attributi e va lungo in discesa. Gasparotto vince. Anche all’alcol test: 3.5 è trionfo.

All’arrivo Poldo era arrabbiatissimo. C’è da capirlo, odia perdere, è un tipo molto competitivo. Era di umore nero anche perché Contador ha annunciato che questo sarà il suo ultimo Giro. Stravolto dalla notizia, dato che aveva scommesso che Contador avrebbe vinto anche il Giro 2016, è andato da lui per chiedergli il motivo. Alberto è stato sincero: “Non sono in sintonia con l’organizzazione”. Perché? “Perché? Perché il premio di quest’anno è un viaggio di due settimane con Beppe Conti”. Capisco. “Non credo, anche il prossimo anno il premio sarà lo stesso. Io corro per vincere, ma due settimane con Beppe Conti sono troppi anche per uno che in salita sa soffrire, studi recenti dell’Università di Padova hanno stabilito che due giorni con Beppe Conti provocano lo stesso malessere che un uomo può provare nel bersi un bicchiere di estratto di cipolle, erba gatta, valeriana e topicida”. Uno studio dell’Università di Zurigo lo ha paragonato a un parto quadrigemellare.

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