Gilbert vince sul Monte Berico. Ecco la vera causa della mezza crisi di Aru

Giro d'Italia 2015 - 98a edizione - Tappa 12 - da Imola a Vicenza / 190 Km Gilbert mena tutti sullo strappo finale di Monte Berico. Scatta ai 500 metri dall’arrivo e stacca tutti. Contador dietro di lui, terzo Ulissi, mica male. Aru? Sparito. Lui si giustifica dicendo che è stato un problema di zuccheri, ma la verità è un’altra. Non l’ha detta perché è un signore, il più signore del gruppo, tanto che il Comitato mondiale dell’essere signori dentro (CMESD) lo ha insignito di una menzione speciale. Applausi. Quello che il sardo non ha detto è che il suo ritardo non è stato causato da una crisi di zuccheri, ma da qualcos’altro. Tutto è accaduto nella salita di Crosada. Aru alla ruota dello spagnolo, attaccati. Prima di scattare Contador ha mollato una puzzetta di quelle letali, fetenti, un concentrato mostruoso di gas. Una nuvola paragonabile solamente all’esplosione di Chernobyl. Il sardo che gli era a ruota se l’è beccata tutta. Infatti è svenuto. Per fortuna c’era Tiralongo che l’ha sorretto e portato al traguardo. Aru si è ripreso solo in cima a Monte Berico. L’Astana potrebbe far ricorso, ma non è detto.

Intanto la per ovviare alla pericolosità delle discese in caso di pioggia la direzione di corsa ha introdotto un nuovo regolamento: le si continueranno a fare, ma direttamente scivolando con le chiappe, tanto ormai i corridori le affrontano così. Verrà dato a ogni corridore un sacco unto di strutto romagnolo. L’ideatore di tutto questo è Alan Marangoni che si è già aggiudicato l’appalto e percepirà il 10 per cento per ogni sacco venduto: con questi soldi il buon Alan pagherà per i prossimi 25 anni la benzina a Guido Foddis che si è rotto le palle di fare rifornimento a sue spese per suonare per l’Italia e andare a trovare la sua amante segreta: Cristina Chiabotto, che proprio su segnalazione del Guido nazionale è diventata madrina di questo Giro. Evviva l’amore, lo strutto e Alan Marangoni.

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