Il Giro d’Italia e il giro di Poldo

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Devo ammetterlo, ma ho rosicato. E’ successo tutto mentre io e il mio inseparabile amico Poldo eravamo in vacanza alle terme di Saturnia. Essendo ormai anziani avevamo deciso di soggiornare qualche giorno a mollo in acqua. Avevamo tutto l’indispensabile con noi: 4 chili di finocchiona, 10 litri di Morellino, una radio impermeabile per ascoltare la radio svizzera e capire finalmente il segreto della mungitura delle vacche (Poldo dice che sulle strade della periferia di Roma ce ne sono molte) e un mazzo di carte impermeabili e idrorepellenti appena brevettate in Cina, roba seria, che galleggia pure.

Stavamo giocando a briscola, perché a scopa se non c’è un tavolo dove sbattere le carte non è la stessa cosa e in Cina le carte le fanno sì idrorepellenti, ma non è che galleggiano assai bene se muovi l’acqua (c’hanno provato a metterci un surf sotto per tenerle dritte, ma erano difficili da mescolare, m’han detto). Era una bella giornata. Squilla il telefonino a Poldo. Risponde. Parla tipo mezzora tanto che nessuno dei due si ricordava a chi toccasse e alla fine abbiamo pure litigato perché s’è preso l’asso di briscola che stava sotto al mazzo. Mi fa: “Oh, vado al Giro”. Bene gli rispondo. “Vieni con me?”. E perché ci vai?, gli chiedo. “Perché farò il reporter per xxxx”. Il nome lo taccio perché hanno appena cambiato direttore e hanno chiesto di non riferire il nome. “Il reporter tu?”, insisto. “Certo, non mi vedi? Ho il fisico da reporter”. “Già, ma non sai scrivere! Sei analfabeta da sempre”, gli faccio notare. Sorride e mi propone di scrivere per lui. Accetto.

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E così siamo tornati all’albergo, ci siamo lavati e siamo partiti verso la Liguria. Anzi, prima siamo tornati a casa sua per prendere il necessario, ossia:

– numero uno cappellino da esploratore, mai più visto dal 1924

– numero due braghe di tela color marroncino spento multitasche

– numero due camicie verdognole

– numero uno camicia mimetica “perché non si sa mai”

– numero uno occhiale a goccia “perché ogni esploratore ce l’ha e non si sa mai”

– numero 57 bottiglie di vino di Marino, “perché a pasto chissà che cazzo di brodaglia al sapore di vino ti danno, sai le tradizioni”

– numero imprecisato di merendine al formaggio “perché non mi fido proprio dei buffet dei liguri, corti di braccia come sono”.

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Siamo ripartiti e abbiamo sparso odore di uova marce per tutta la penisola tanto che siamo stati inseguiti da un commando armato di vegani intransigenti che voleva la nostra pelle per la strage di futuri pulcini che, secondo loro, avremmo ammazzato per puzzare così. Abbiamo provato a spiegare la situazione, ma non c’è stato nulla da fare, ci hanno accusato di manipolare la realtà come Renzi. Abbiamo fatto come Civati, ce ne siamo andati perché il dialogo era impossibile.

Al commando vegano il nostro atteggiamento non è piaciuto e hanno continuato a inseguirci lanciando patate incendiarie verso la nostra macchina. Una di queste scansata da Poldo che alla guida è un portento è rimbalzata su un tir, ha preso un cartello stradale ed è finita in un terminal di Fiumicino. Fiamme ovunque. I vegani sono stati presi e incriminati. Il governo ha immediatamente votato un decreto legge per abolire il veganesimo. La minoranza Pd ha lasciato l’Aula e si trova radunata con Vandana Shiva in cima all’Aventino – chi ha notizie contatti i parenti di Cuperlo.

Arrivati a San Lorenzo al Mare abbiamo scoperto che il giornale ci aveva riservato una suite incredibile, tutti i lussi, donne ignude comprese. In mezzo a loro a scrutarci c’era Ferruccio De Bortoli. Sorrideva. “Ho scelto voi due perché siete i migliori”, pausa, sospiro. “Sono stato io a volervi. Io a imporvi. Avete una missione: far fallire il Corriere”. Gli abbiamo assicurato che l’avremmo fatto, di non stare a preoccuparsi. L’abbiamo cortesemente salutato e ci siamo immersi nel lavoro che ci aveva imbastito per noi.

Una cosa è certa, il Giro è iniziato nel modo migliore possibile.

 

P.s. Girodiruota quest’anno sarà il Giro di Poldo. Dopo lo speciale per il Foglio le pedalate dell’anno scorso infatti ho deciso di assecondare in tutto il mio vecchio amico e descriverò dalla corsa quello che lui descriverà nel giornale.

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