19a tappa a Quintana, ovvero Tulik, Grillo e lo scandalo scommesse

Non è Tulik, ma Quintana

In cima al Grappa a guerreggiar. Niente Grande guerra questa volta, per fortuna, ma solo bici e di corsa anche. Cronometro, anzi cronoscalata, da Bassano alla cima del monte, 26.8 chilometri e tutta una tirata al massimo del consentito. Roba da scalatori veri più che da cronoman.

A cronometro mi esalto. Ultimo in classifica a oltre 20 minuti, ho dato ben 2 minuti al prussiano e 3 a Romero Corredor, mio ex compagno di squadra al Team Colombia, bravissimo. La tappa invece, per quello che vale combattere per la classifica generale (niente ovviamente, ma questo ancora i contendenti per la maglia rosa non l’hanno ancora capito e valutano ancora migliore un po’ di gloria rispetto alle tonnellate di salami e prosciutti che si possono vincere ottenendo la maglia nera), l’ha vinta ancora Quintana, neo italiano e sicuro protagonista ai Campionati del mondo di Ponferrada con la compagine guidata da Davide Cassani. Grandissima prestazione anche di Fabio Aru, secondo ad appena 17 secondi dallo scalatore della Movistar

La corsa però ha rischiato di non corrersi. E non perché la mattina c’è stato il concorso di Miss Giro d’Italia. Le strade infatti sono state invase da un’orda inferocita di persone che chiedevano chiarezza. Motivo: un blog di un grande esperto di ciclismo aveva dato per certa la vittoria al Giro di Angelo Tulik. Beppe Grillo aveva ritwittato il grande esperto ed era così nato un circolo elitario di scommettitori incalliti che avevano puntato forte sul ciclista di Moulins. Beppe Grillo si era anche espresso con toni accesi a favore del corridore: “Vi assicuro #vinciamonoi, anzi #vincetulik”, Beppe Grillo parla sempre con hashtag, “anzi, se non vince Tulik mi dimetto”. Casaleggio aveva rilanciato: “Vincerà sicuramente Tulik. Ho parlato personalmente con Foiehagjoie, il capo alieno con il quale sto scrivendo il libro Gaia 2.0, che mi ha assicurato che Tulik è saturniano e che è immune alla fatica”. Poi aveva scommesso che se non fosse stato così si sarebbe rasato a pelle la parte centrale della sua testa riccioluta. In moltissimi hanno scommesso. Il ragionamento è stato questo: internet non sbaglia mai, Beppe non sbaglia mai, la democrazia reale passa da Tulik, gli altri tutti uguali, tutti a casa.

Non è andata così.

È spiacevole ammetterlo, ma Tulik non è venusiano ma francese. Anche se per essere francesi, un po’ si deve essere anche venusiani, altrimenti non si spiega come facciano a digerire tutte le muffe con attorno il formaggio che si mangiano.

Casaleggio è stato di parola. Si è rasato i capelli: è per questo che va in giro con quel ridicolo cappellino da baseball. Beppe no. Non si è dimesso. La colpa infatti è stata dei ciclisti che è una nota lobby massonica.

La gente infuriata e senza più una lira in tasca a causa della Ka$ta dei ciclisti ha protestato a lungo minacciando di fermare la corsa. Per fortuna un hacker del Giro è riuscito a entrare all’interno di Grillo e ha postato un sondaggio. Si sono tutti fermati e hanno iniziato a votare a favore della mozione di reintegrare i Subsonica a Sanremo.

Poi sono andati a mangiarsi un cyberkebab.

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