18a tappa a Arredondo, ovvero Galeazzi, il travestimento di Basso e il botto di Nicole Minetti

Arredondo vince al Rifugio Panarotta

Arrivano le Dolomiti. San Pellegrino, Redebus, infine l’ascesa che porta al Rifugio Panarotta, sopra la val Sugana.

Schermata 2014-05-30 a 10.13.16Date le mie origini venete, mi chiamano dall’Associazione per la tutela delle particolarità dolomitiche. Non l’ho mai sentita, ma dato che la madrina dell’evento è Nicole Minetti non ho potuto esimermi dal partecipare. Con me vengono pure Poldo, il toro Ugo e Daniel Oss, che è uno dei maggiori esperti di particolarità dolomitiche e di tweet dell’ex politica, nonché igienista dentale, nonché subrette. Lei è bellissima. Siamo tutti innamorati, anche il toro Ugo che di solito non apprezza. Dopo tre quarti d’ora che il presidente dell’Associazione ci parla, distogliamo gli occhi da Nicole e gli diamo retta. Riassume in breve il concetto. Il problema è questo: si sta estinguendo l’orso seduto delle Dolomiti. Chiedo cosa sia l’orso seduto delle Dolomiti. Mi risponde che è una razza di orso molto socievole dal pelo marrone scuro e molto ispido. Mi fa vedere una foto. E’ molto brutto. Mi spiega che peculiarità dell’orso seduto è di essere molto ghiotto di tarassaco. “Ma è lassativo!”, esclamo. “Esatto”, mi fa il tizio, “è proprio per questo che lo chiamano seduto, perché caga di continuo”.

“E quindi? Non può mangiare altro? Che ne so, una pecora”.

“No, è vegano e straight edge, mangier solo tarassaco, non fume, non beve e non mangier neppure miele”.

Schermata 2014-05-30 a 10.13.46Poldo è scettico e incredulo. Interviene: “più che un orso è un pirla. Con tutto il rispetto, ma se mangia solo tarassaco e poi passa la vita a cagare, anche se si estingue non fa torto a nessuno. Tanto, a vivere di merda o non vivere affatto c’è ben poca differenza”.

Il presidente si sente offeso e se ne va via sdegnato. Daniel Oss è molto interessato a Nicole Minetti, ma gli vieto di fare il marpione in quanto corridore intento a correre il Giro d’Italia. Per spirito di solidarietà con i miei corridori e con gran senso di capitaneria, mi faccio sotto.

Fantastico. Tutto bello. Tralascio cosa è successo. Anzi no. Mentre ci appartavamo in preda ad un’amore ricambiato e intensissimo, la mia barba ispida l’ha colpita ed è esplosa. Dispiace molto.

La tappa è già partita da un pezzo quando ci mettiamo sul percorso. Per fortuna la macchina di Poldo ha un problema e ci attacchiamo per spingerla. Rientriamo in gruppo sulle prime rampe del San Pellegrino. La fuga è già bella che andata: Julian Arredondo (Trek Factory Racing), Dario Cataldo (Team Sky), Edoardo Zardini (Bardiani CSF), Emanuele Sella e Franco Pelizotti (Androni) cui si sono aggiunti dopo pochi chilometri Tim Wellens (Lotto-Belisol), Phil Deignan (Team Sky), Thomas de Gendt (Omega Pharma -Quick Step) e Ivan Rovny (Tinkoff-Saxo). Oggi niente imboscate dunque. Il prussiano non si è mai staccato dalla mia ruota. Nemmeno quando stavo pomiciando duro con Nicole.

Dato che ci sono circa 2milioni di chilometri tra il Redebus e l’ascesa finale non succede niente. Mi addormento attaccato a Daniel Oss. Ormai siamo inseparabili.

Schermata 2014-05-30 a 10.14.07Poldo mi chiama mi dice che Basso ha attaccato in discesa. Gli dico che si sbaglia che Basso non sa guidare una bicicletta. Lui continua a sostenere che è vero, che è all’attacco. Scatto e vado a osservare con i miei occhi. Sembra proprio Basso. Mi avvicino. Gli tolgo la macchina. In realtà è Ghedina che si è travestito da Basso. Ora ho oltre 6 minuti di vantaggio sul gruppo. Entro in un ristorantino e mi faccio un piatto di fettuccine, mascherandomi da Bisteccone Galeazzi per non farmi riconoscere dal prussiano, che infatti passa come un pollo. C’è stato però un problema. Un ristoratore della zona che passava lì per caso mi ha visto. E’ entrato furente, sbraitando che gli dovevo ancora pagare una cena del 1993. Provo a spiegargli la situazione, ma non permette repliche. Pretende 4500 euro, interessi compresi. “4500 euro per una cena?”, chiedo stupito. “Sì, 6 cervi interi hanno quel prezzo”. Mi tolgo la maschera. Mi guarda stupefatto, ma li pretende comunque. Scappo. Mi insegue con una moto e una mitragliatrice in mano. Accelero, ma mi è sempre alle costole. Accelero ancora. Supero a uno a uno tutti i corridori. Mi è ancora dietro. Sono ormai in fuga solitaria con Arredondo che mi si è appeso alla bicicletta e sfrutta il mio lavoro. Per fortuna gli finisce la benzina. Stremato mi fermo. Arredondo se ne va da solo. Vince. Alle sue spalle c’è Duarte. Poi ognuno per conto suo tutti gli uomini della fuga. Nel gruppo Rolland prova ad uscire, ma non ce la fa. Evans perde le ruote dei migliori. Scatta Aru, ma viene ripreso da un Quintana in formissima. Ci riprova Aru, che questa volta riesce a prendere qualche secondo a tutti gli altri. Io aspetto il prussiano che arriva con il gruppetto.

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