6a tappa, vince Matthews in maglia rosa. Il tedesco lancia agguati, arriva Poldo

6a tappa

Ieri sera io e tutta la futura SebastianVettel Pro Cycling siamo stati invitati dai parenti di Domenico Pozzovivo per festeggiare il ritorno in Basilicata dello scalatore. Siamo arrivati e la tavola era già imbandita di cose buonissime. I miei futuri corridori si sono messi una mano sulla fronte e si sono messi a piangere. Hanno chiesto una pasta in bianco, del pollo lesso e una mela cotta. Sono veri professionisti. Mi è sinceramente dispiaciuto vederli così amareggiati. Poi mi sono detto, toccherà a me sacrificarmi per loro, lo farò da buon capitano. Sono diventato il mito di tutta la Basilicata.

Schermata 2014-05-15 a 19.36.34Suonano alla porta. Un signore più largo che alto si alza sbuffando. All’ingresso si sente risuonare un “weeee” fragoroso, rumore di pacche sulle spalle e risate. Si materializza in stanza dopo qualche minuto la figura di Poldo, abbronzata e florida come al solito. Porta in mano una cesta con almeno una cinquantina di pesci appena pescati e li dona alla proprietaria di casa, salutando tutti. Ci guardiamo stupiti, interdetti, felici. Poldo è un mio amico di vecchia data, compagno di viaggio e di sbronze. Ci conosciamo talmente bene che non ci siamo mai chiamati per nome e non lo conosciamo nemmeno. Poldo è Poldo perché tutti lo chiamano così. Punto. In pochi minuti perdo il mio scettro di mito di tutta la Basilicata in suo favore. Rimango però futuro capitano della SebastianVettel Pro Cycling. Poldo si liscia i folti baffi e si mette a tavola. Iniziamo a mangiare. La signora Antonia, parente non so di quale grado di Pozzovivo, credo quarantacinquesimo dato che nemmeno Domenico l’aveva mai vista, ha ucciso un maiale e l’ha cucinato a fiamma lenta per circa 20 ore cospargendolo piano piano di vino, olio e spezie varie. Buonissimo.  Poldo se ne mangia almeno una decina di chili battendo all’ultima costicina il campione mondiale di mangiate di costicine. E’ stata una sfida incredibile seguita in streaming da oltre 80mila persone. Un momento commovente.

In mattinata c’è il sole. Mi sento pesante e spossato già prima di partire. Poldo invece non sembra aver subito postumi da mangiata. Si è bevuto una bottiglia intera di Amaro Unicum a fine pasto e ha digerito tutto. Inoltre in quanto re della Basilicata è riuscito ad ottenere un’ammiraglia e da oggi sarà il mio ds ad interim. Tutto ovviamente a spese della Wilier.
Scendo in strada e trovo le ruote della mia bici bucate. C’è anche un bigliettino scritto in pessimo italiano: “Latro di interviste. Pacherai karo, pacherai tutto”. Il mio nemico prussiano mi ha dichiarato guerra e si è iscritto anche lui nella categoria isolati per cercare di rovinarmi la piazza.

Partiamo e il tedesco si piazza alla mia ruota e non sembra volersi muovere. Digrigna i denti con fare aggressivo. In avanscoperta ci vanno Bandiera, Zardini, Fedi e Torres Agudelo. Il primo tranello il prussiano me lo riserva al passaggio a Nocera Inferiore. Sapendo delle mie origini venete grida un “terroni” alla folla, indicandomi poi con il dito. Succede il finimondo. Gli spettatori imbracciano forconi e spade e si gettano al mio inseguimento con ogni mezzo. Mi tocca andare in fuga per non farmi ammazzare. Chiamo Poldo. Mi dice che gli dispiace molto per quanto accaduto ma non può aiutarmi in quanto lungo la strada ha incontrato una giovane e bella ragazza brasiliana che trovandolo molto simpatico si è concessa a lui senza nessuna inibizione. Una volta finito l’atto però ha preteso come ricompensa per le sue cure 300 euro che ovviamente Poldo non aveva. Ne è nata una discussione e ora si ritrova a Bergamo rincorso da un energumeno di 2 metri che brandisce tre pistole e un lanciafiamme.

Con il mio scatto mi ritrovo in fuga solitaria e ciò mette a repentaglio la sicurezza della mia maglia nera. Decido di nascondermi in una casa a circa 9 chilometri dall’arrivo per aspettare il gruppo e non farmi vedere dal mio acerrimo nemico. Mi riconoscono e inizia una festa: c’è tutto il paese che festeggia la mia venuta. Beviamo e mangiamo, raccontiamo barzellette. Il gruppo torna compatto e si avvicina. Passa proprio nel momento in cui racconto quella più bella del mio repertorio. Quelli in testa la sentono e dato che fa ridere davvero moltissimo crollano tutti al suolo dalle risa. La peggio ce l’ha il povero Caruso che non riesce a smettere e viene portato via in ambulanza. Mi chiamano da Stoccolma e mi avvisano che sono tra i candidati per il Nobel per le barzellette, anzi mi dicono che ormai ho vinto e mi inviano subito un assegno di 300 euro in quanto con la Spending review di Cottarelli hanno dovuto tagliare le spese. Me ne dispiaccio. Chiamo la signorina brasiliana e glieli giro tramite bonifico. Mi chiama Poldo che ormai era arrivato a Ginevra per ringraziarmi.

A causa della caduta per le risate il gruppo si è spaccato. Davanti ci sono Evans, due suoi compagni di squadra, Oss e Morabito, Rabottini, la maglia rosa Matthews, un suo compagno di squadra, Santaromita e Wellens. Oss fa un ritmo indiavolato, poi Morabito rincara la dose. Il gruppo dietro non riesce a recuperare e il distacco aumenta. Sul traguardo Michael Matthews sprinta meglio di tutti gli altri e vince in maglia rosa. E’ euforico.

Io non riesco a concludere la tappa in quanto ancora immischiato in baci e abbracci in paese. Aspetterò Poldo qui. Spero che la Giuria chiuda un occhio sull’accaduto.

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