Caso doping al Giro d’Italia. Mi squalificano per eccesso di caffeina

doping giro d'italia

Scandalo al Giro. La giuria della corsa rosa mi ha squalificato dopo l’incredibile vittoria di ieri. Motivazione: trovate sostanze dopanti nel mio sangue. Chiedo informazioni. La Giuria mi risponde: “Lei non può più correre, guardi le analisi”. Mi danno un foglio. Il livello di caffeina nel mio sangue è di 40 volte oltre il livello limite: praticamente nelle mie vene scorreva una sostanza nera, fanno notare quelli dell’antidoping. Mi giustifico dicendo che amo il caffè. Mi rispondono che non è una giustificazione e che sono fuori dalla corsa.

È uno scandalo. Mi ritengo frodato. Dopo l’assurdo silenzio della stampa italiana sul mio successo, anche la beffa della squalifica per doping.

Il Presidente colombiano parla di scelta politica, Renato Brunetta parla di congiura della magistratura nei confronti dei vincenti e sottolinea il fatto che la Giuria non è stata eletta dal popolo italiano. Ricevo solidarietà da ogni dove, anche dal Burkina Faso, anche se non so perché.
Inizio lo sciopero della sete. Pannella mi chiama. È solidale con me. Dice che lo farà anche lui. Ma solo se gli regalo una scatola di sigari. Gli rispondo che sono un po’ a corto di soldi, ma che glieli chiederò ai miei sponsor. Dice che non c’è fretta.
Gli amici irlandesi mi scrivono una lettera:

“Egregio Girodiruota,
nonostante lei abbia parlato male dell’Irlanda per tre giorni, sappia che siamo solidali con lei e per questo faremo di tutto per aiutarla. Le nostre donne si sono tutte innamorate della sua prestanza ed eleganza in bicicletta, noi amiamo le nostre donne, quindi le esprimiamo massima stima.”

Firmato: “il popolo irlandese”.

Gli irlandesi sono brave persone, un popolo forte e appassionato. In mio onore hanno donato al Giro un’autobomba con 21 chili di tritolo. Questi ragazzi sono fantastici, emanano amore da tutti i pori.

Dato il clamore delle proteste, l’antidoping fa subito le controanalisi. Trovano un tasso di colesterolo altissimo dovuto ai cornetti (o brioche, dipende da dove venite) al burro che ho mangiato con gran voracità. Mi consigliano di non gareggiare più. Protesto. Il Team Colombia minaccia di lasciare la corsa. Anche la Bardiani con Sonny Colbrelli in prima fila e la Cannondale di Alan Marangoni, amico di Guido Foddis, il mio cantante preferito, minacciano di andarsene. La Giuria è spalle al muro. Rimarrò in corsa, ma non più per il Team Colombia, ma da isolato (vecchia categoria ciclistica per i corridori senza squadra nei grandi giri di molti anni fa).

Ho vinto la mia battaglia. Il problema è che la signora Tonina fa da mangiare troppo bene e sono già ingrassato 11 chili solo oggi. Inoltre mi sono preso una mezza insolazione: la Rai mi ha offerto un contratto per fare la controfigura di Carlo Conti nel nuovo film di Wes Anderson. Ci penso. Sono già impegnato con Sebastian Vettel e con il Foglio. Non vorrei stancarmi troppo.

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